Oltre il paesaggio
Da molti anni lavoro come fotografo nel settore editoriale.
Parallelamente, però, spesso il pensiero tornava a un’intuizione nata all’inizio degli anni Novanta. Dopo aver letto Il gabbiano Jonathan Livingston, rimasi affascinato dall’idea di rappresentare il movimento in un’unica immagine. Sul lago di Lecco iniziai così a fotografare i gabbiani in volo utilizzando l’esposizione multipla. All’inizio seguivo lo stesso gabbiano durante il tuffo; successivamente iniziai a sovrapporre gabbiani diversi. Il risultato non era la semplice somma di più fotografie, ma un’immagine capace di suggerire relazioni inattese.
Con l’inizio della mia attività professionale quella strada rimase in secondo piano. Molti anni dopo vi sono tornato, non per nostalgia, ma perché la tecnologia mi permetteva di sviluppare
quell’intuizione con maggiore libertà. Oggi gli alberi sono diventati il soggetto principale di questo lavoro, ma quell’intuizione continua a guidarmi.
Continuo a cercare fotografie che non si esauriscano nel primo sguardo, ma che continuino a parlarmi nel tempo.



















